La Twenty Eight di Rozawood, realizzata dal costruttore ceco Roman Zajicek, completa la selezione degli strumenti scelti per le copertine del catalogo ufficiale Guitar Show 2026, accanto alla Hommage ’59 di BakeShop Guitars e alla Pilgrim Slimline di BMC Guitars.

La Twenty Eight richiama direttamente il linguaggio progettuale della Martin D-28 e della HD-28, strumenti che Roman Zajicek descrive apertamente come un riferimento fondamentale. “Questa chitarra è per molti musicisti la ‘Holy Grail Guitar’”, spiega, ed è per questo che il progetto mantiene “tutti gli elementi progettuali significativi, il più vicino possibile all’originale Martin HD-28”. Dimensioni, forma della paletta e purfling restano quindi profondamente legati a quel modello storico, mentre solo alcuni dettagli si discostano dal disegno originale.
Tra queste variazioni rientrano l’uso del binding in acero marezzato al posto del tradizionale binding in celluloide, una forma modificata del tacco del manico e “il bordo leggermente sfumato della tavola armonica, che conferisce un aspetto vintage”. Più che ridefinire visivamente lo strumento, questi elementi lavorano all’interno di una cornice volutamente familiare, preservando l’identità riconoscibile della classica tradizione dreadnought.
La selezione dei materiali ha un ruolo centrale nella risposta e nel comportamento timbrico dello strumento. Zajicek individua nella scelta dell’abete per la tavola e per le catene uno degli aspetti più importanti del progetto. “Utilizziamo catene in abete della massima qualità, proveniente dalla Val di Fiemme, e abete torrefatto per la tavola armonica”, spiega, descrivendo una combinazione pensata per ottenere “una particolare sensazione sonora molto vicina agli strumenti vintage”.
Oltre ai dettagli costruttivi visibili, un altro elemento determinante si trova nella struttura interna della tavola armonica. La Twenty Eight utilizza quello che Zajicek definisce un sistema di incatenatura “double X”. Mentre la sezione inferiore segue la logica di una tradizionale incatenatura a X, una X aggiuntiva viene inserita tra la buca e il blocco del manico per aumentare la stabilità strutturale in quell’area.
Lo sviluppo dello strumento è stato modellato anche attraverso un dialogo costante con i musicisti, in particolare nell’ambito country e bluegrass. Zajicek racconta di essere continuamente in conversazione con i player, cercando di applicare “tutte le loro idee e osservazioni” per perfezionare il risultato finale. L’obiettivo, nelle sue parole, era raggiungere “l’equilibrio tra bassi e acuti, e anche un certo ‘punch’ nella proiezione”, combinando chiarezza, reattività e proiezione all’interno di una risposta acustica bilanciata.
Per Zajicek, la Twenty Eight selezionata per la copertina del catalogo Guitar Show Bologna 2026 rappresenta una sintesi della filosofia più ampia dell’azienda. “La Twenty-Eight è per me la combinazione rappresentativa di un design semplice ed elegante con alta qualità e legni di tono di pregio.” L’intenzione non è creare uno strumento eccessivamente elaborato, ma piuttosto “offrire al pubblico uno strumento semplice, dalle alte prestazioni, a un prezzo accessibile”.
Questo equilibrio tra tradizione, raffinatezza e funzionalità definisce anche la più ampia filosofia costruttiva di Rozawood. Zajicek spiega che l’innovazione non viene mai introdotta in modo arbitrario, ma solo quando contribuisce in modo significativo allo strumento stesso. “Cerco sempre di applicare le tecniche tradizionali al processo costruttivo, e di non inserire elementi innovativi solo per divertimento.”
Anche elementi che possono apparire non convenzionali, come il design convesso della rosetta dell’azienda, sono “progettati e testati con cura prima di essere applicati agli strumenti”. Per Zajicek, ogni scelta progettuale resta in ultima analisi subordinata allo stesso principio: “la cosa più importante è il suono di ogni chitarra”.
In questa prospettiva, anche gli elementi estetici o sperimentali devono continuare a rispondere a quella che definisce “la funzione principale dello strumento — la proiezione sonora”. La Twenty Eight riflette direttamente questo approccio, combinando principi costruttivi radicati nella storia con affinamenti attentamente misurati, pensati per preservare chiarezza, equilibrio e risposta acustica all’interno di una forma familiare e riconoscibile.
