La Pilgrim Slimline di BMC Guitars, realizzata dal liutaio greco Leonidas Tsironis, affianca la Hommage ’59 di BakeShop Guitars e la Twenty Eight di Rozawood nella selezione di strumenti scelti per la copertina del Guitar Show 2026.
Il modello firmato BMC si distingue per una reinterpretazione contemporanea del linguaggio single-cut, sviluppata attraverso un’attenta ricerca ergonomica, uno studio approfondito della risposta vibrazionale dello strumento e una particolare sensibilità verso dinamica ed espressività timbrica.

Le origini della Pilgrim affondano direttamente nella cultura chitarristica degli anni Cinquanta, un periodo che Leonidas Tsironis descrive come il momento “in cui ha preso forma gran parte della creazione chitarristica, attraverso un’innovazione che ha definito la chitarra elettrica come la conosciamo oggi”. Più che limitarsi a riprendere quel linguaggio visivo, però, il progetto nasce da un’esigenza concreta: sviluppare “uno strumento più piccolo e leggero, capace di mantenere l’estetica vintage single-cut, ma anche di offrire caratteristiche che i musicisti potessero trovare interessanti e utili”.
Questa direzione ha portato a una serie di scelte strutturali ed ergonomiche pensate per ampliare la versatilità dello strumento, preservandone al tempo stesso l’identità familiare. La tastiera compound radius, la configurazione a 24 tasti, il corpo riprogettato e la nuova paletta sono stati introdotti come parte di un percorso volto a creare uno strumento che “rispetta la propria eredità, ma aggiunge qualcosa in termini di suonabilità, feeling e comfort”.
Per Tsironis, raggiungere questo equilibrio significa avere una comprensione più ampia di come ogni elemento costruttivo contribuisca al comportamento dello strumento. La scelta dei materiali resta centrale, ma mai come fattore isolato. “Tutti gli elementi contribuiscono al risultato perché lavorano insieme come un insieme”, spiega, riferendosi all’interazione tra selezione dei legni, materiali del ponte, costruzione del manico, lavorazione dei tasti, pickup, colle e geometrie.
Tra queste variabili, Tsironis richiama l’attenzione su un aspetto spesso trascurato: la forma stessa dello strumento. “Sì, la forma dello strumento ha un impatto diretto sul modo in cui lo strumento suonerà.” Nella sua visione, la vibrazione è influenzata da ogni dettaglio strutturale, con ciascun componente che porta la propria “voce” all’interno dell’equazione. Per questo la scelta dei legni parte dalla loro compatibilità con la geometria dello strumento e con il comportamento armonico delle note stesse. “Selezionare legni che ‘vogliono vibrare’ sulle stesse frequenze in relazione alla loro forma” diventa il punto di partenza del processo.
Questa filosofia costruttiva orienta anche il modo in cui BMC Guitars affronta i diversi contesti musicali. Più che progettare strumenti sulla base di specifiche astratte, Tsironis descrive il lavoro dell’azienda come la volontà di “creare strumenti pensando al genere musicale che dovranno servire”. Stili diversi richiedono prospettive costruttive diverse, e questo si riflette nella varietà dei modelli dell’azienda.
Nel caso della Pilgrim, l’accento è posto sulla dinamica, sulle sfumature e sull’interazione con l’amplificazione. Tsironis la descrive come uno strumento pensato per musicisti che lavorano con attenzione sul rapporto tra controlli della chitarra e impostazioni dell’amplificatore, alla ricerca di sottili variazioni espressive. “La Pilgrim è pensata per essere suonata da musicisti che si immergono nella ricerca di quel punto di equilibrio ideale tra volume e tono della chitarra e impostazioni dell’amplificatore, per creare suoni capaci di parlare al pubblico in modo molto espressivo.”
La selezione della Pilgrim Slimline per la copertina del catalogo Guitar Show Bologna 2026 è stata accolta da BMC Guitars con sincera sorpresa. “Siamo stati davvero felici di sapere che la Pilgrim è stata scelta per la copertina del Guitar Show 2026”, racconta Tsironis. “Rappresenta il riconoscimento e l’apprezzamento del nostro lavoro.”
Al centro di questo lavoro resta il rapporto continuo tra costruttori e musicisti, un dialogo che Tsironis considera fondamentale per l’evoluzione dello strumento stesso. Guardando alla storia della chitarra, osserva che “il rapporto tra musicista e costruttore è sempre presente”, descrivendo la liuteria come un processo in cui idee artistiche e soluzioni tecniche interagiscono costantemente.
Secondo Tsironis, i musicisti generano l’esigenza e la direzione emotiva, mentre i costruttori traducono quelle idee in soluzioni funzionali. “Noi traduciamo le loro sensazioni e idee in numeri, risolviamo le equazioni, ottimizziamo i risultati e troviamo quali numeri restituiscono la loro idea nel modo migliore possibile.” Il processo diventa più diretto perché le persone dietro BMC Guitars e Perception Basses sono a loro volta musicisti, e questo consente loro di comprendere meglio il linguaggio, le aspettative e le sensibilità dei player con cui lavorano.
Per BMC Guitars, l’evoluzione non nasce da una sperimentazione isolata, ma da questo scambio continuo tra espressione artistica e conoscenza costruttiva. “L’evoluzione nasce dal lavorare insieme”, conclude Tsironis. “Noi ci crediamo.”
