Si è chiusa la nona edizione del Guitar Show, la seconda ospitata a BolognaFiere e la prima sviluppata su tre giornate. Un’edizione importante, non solo per i numeri raggiunti, ma per la qualità della partecipazione, per la crescita del profilo internazionale della manifestazione e per la conferma di un percorso che sta dando forma a un appuntamento sempre più centrale per il mondo della chitarra, del basso, dell’amplificazione, dell’effettistica e della liuteria.
Il Guitar Show 2026 ha registrato 10.515 presenze complessive nei tre giorni di apertura. Un risultato costruito insieme agli espositori, ai distributori, agli operatori professionali, ai liutai, agli artisti, alla stampa, allo staff tecnico e a un pubblico che ha partecipato con attenzione, curiosità e competenza. A tutto questo si aggiunge la sinergia con Eufonica e MEI, che contribuisce alla creazione di un filone di intenti unitario e con una visione a lungo termine, già capace nell’immediato di generare un numero aggregato tra le tre manifestazioni di 15.545 presenze totali.

La scelta di inaugurare la manifestazione con una giornata di venerdì pensata in modo particolare per gli operatori del settore si è dimostrata efficace. Le 2.221 presenze del primo giorno, con una componente significativa di pubblico B2B internazionale, hanno confermato il valore di un format più raccolto e orientato al lavoro. La mattinata in modalità Silent ha favorito un clima di ascolto, confronto e relazione, creando le condizioni ideali per incontri, demo e conversazioni professionali difficili da costruire nei momenti di maggiore afflusso.Il sabato ha segnato il picco di presenze con 4.847 ingressi, mentre la domenica ha confermato la forza del pubblico generalista e degli appassionati con 3.447 presenze. Tre giornate diverse per ritmo e vocazione, ma unite da una partecipazione continua e da un livello di attenzione che conferma il ruolo del Guitar Show come luogo di incontro tra mercato, cultura dello strumento e comunità musicale.
Quasi duecento appuntamenti tra palchi, demo, clinic e showcase
Anche il programma eventi ha contribuito in modo decisivo all’identità dell’edizione 2026. La manifestazione si è sviluppata su cinque palchi — Live Indoor, Live Outdoor e tre Silent Stages con ascolto tramite le cuffie SIlent System — per un totale di circa 90 appuntamenti ufficiali tra demo, clinic, showcase e momenti live con artisti italiani e internazionali.
A questi si sono aggiunti gli eventi ospitati direttamente negli spazi degli espositori, anch’essi integrati nel sistema di ascolto in cuffia: un calendario diffuso che ha portato il totale a quasi duecento momenti dal vivo nell’arco dei tre giorni, tutti inclusi nel biglietto di ingresso.
Tra i momenti più attesi del programma, un ruolo centrale lo hanno avuto le masterclass di Kiko Loureiro e Donato Begotti, entrambe accolte con grande partecipazione dal pubblico. Accanto a questi incontri, il Guitar Show 2026 ha visto alternarsi sui palchi alcuni dei più importanti chitarristi e bassisti del panorama italiano e internazionale.
Tra i nomi presenti: Luca Colombo, Federico Malaman, Ciro Manna, Massimo Varini, Cesareo, Gigi Cifarelli, Andrea Braido, Alex Lofoco, Simone Gianlorenzi, Marco Fanton, insieme a Giuseppe Scarpato ed Enrico Santacatterina, direttori artistici della Guitar Saturday Night.
Accanto al programma musicale, si è rinnovato anche l’appuntamento con il Creators’ Roundtable, in collaborazione con Dantone Edizioni, dedicato ai content creator dell’universo degli strumenti musicali.
Una fiera sempre più internazionale
Uno dei dati più significativi dell’edizione 2026 riguarda la dimensione internazionale della manifestazione. Il Guitar Show ha ospitato presenze provenienti da 43 paesi e ha raccolto in fiera 315 marchi, tra espositori diretti e indiretti.
La composizione del catalogo racconta con chiarezza questa evoluzione: 51% marchi italiani e 49% marchi esteri. Una proporzione che conferma la solidità del mercato nazionale e, allo stesso tempo, evidenzia la crescita del Guitar Show come punto di contatto sovranazionale per il settore della chitarra nel bacino mediterraneo ed europeo.
Tra i marchi esteri rappresentati, gli Stati Uniti si confermano il paese più presente, seguiti da Regno Unito, Germania, Giappone, Francia e Canada. La presenza internazionale si è allargata anche a paesi extra-europei come Corea del Sud, Cina e Indonesia, oltre alla conferma di realtà provenienti dal Sud America.
La liuteria europea al centro
A rafforzare il profilo internazionale e l’attenzione verso l’eccellenza artigianale, l’edizione 2026 ha ospitato anche la EGB Luthier Collection, lo spazio espositivo curato da European Guitar Builders dedicato a una selezione di alta liuteria europea.
Una presenza di grande valore, che ha portato in fiera strumenti costruiti a mano da maestri liutai del continente e ha contribuito a elevare ulteriormente il posizionamento del Guitar Show nel panorama europeo. La EGB Luthier Collection ha confermato una delle identità più forti della manifestazione: essere un luogo in cui grande industria, distributori, costruttori indipendenti e liutai possono convivere, dialogare e incontrare un pubblico competente e appassionato.
La qualità dell’ascolto come valore condiviso
Tra le novità più importanti dell’edizione 2026, la nuova Sound Policy ha prodotto un risultato concreto: un ambiente sonoro più sostenibile, più ordinato e più adatto all’ascolto reale degli strumenti.
Nei tre padiglioni della manifestazione è stato possibile provare, ascoltare, confrontare, lavorare e produrre contenuti in condizioni più equilibrate. Un risultato che non dipende solo dalle regole, ma soprattutto dalla collaborazione di espositori, demo player e pubblico, che hanno contribuito con attenzione e responsabilità alla riuscita del nuovo assetto.
La Sound Policy resterà uno dei pilastri del Guitar Show. L’edizione 2026 ha dimostrato che una fiera dedicata agli strumenti può essere pienamente sonora, viva e coinvolgente, senza rinunciare alla qualità dell’ambiente di ascolto e di lavoro.
Una visione che cresce insieme alla filiera musicale
Il Guitar Show 2026 è stato anche il risultato di una visione condivisa con BolognaFiere e con Eufonica – Salone della musica e delle sue professioni. La contemporaneità dei due eventi ha rafforzato la costruzione di un contesto più ampio, capace di mettere in relazione strumenti, professionisti, formazione, networking e industria musicale.
Non si tratta di una semplice vicinanza di calendario, ma di un progetto che guarda alla filiera musicale nel suo insieme. In questa stessa direzione si inserisce anche il dialogo con il MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti, lungo un percorso comune di valorizzazione della filiera, delle produzioni indipendenti e delle professionalità che animano la musica dal vivo e registrata. Bologna si conferma così un luogo strategico per far incontrare mondi diversi ma complementari: chi costruisce, chi distribuisce, chi suona, chi insegna, chi comunica, chi lavora ogni giorno dentro l’ecosistema della musica.
Grazie a chi ha reso possibile questa edizione
Il risultato del Guitar Show 2026 appartiene a tutte le persone che hanno contribuito a costruirlo: espositori, marchi, liutai, distributori, artisti, operatori, giornalisti, tecnici, partner, collaboratori e visitatori.
Una community ampia, competente e appassionata, che anche quest’anno ha dato forma a tre giorni di strumenti, incontri, ascolto e relazioni.
Grazie a tutti. Ci vediamo nel 2027.
