Per l’edizione 2026, Guitar Show ha scelto tre strumenti per le copertine del catalogo ufficiale, ciascuno rappresentativo di un diverso approccio alla liuteria contemporanea. Accanto alla Twenty Eight di Rozawood e alla Pilgrim Slimline di BMC Guitars, la Hommage ’59 del costruttore tedesco BakeShop Guitars è stata selezionata per la sua interpretazione della classica tradizione carved-top attraverso un approccio costruttivo orientato alla suonabilità, alla stabilità e alla risposta timbrica.

Catturare l’anima di un’era senza restarne prigionieri. La Hommage ’59 si ispira alle leggendarie solidbody del ’59, considerate da Meid il punto di riferimento assoluto per estetica e identità. Tuttavia, il progetto evita la strada della copia fedele: preferisce reinterpretare le proporzioni e il timbro di quegli anni attraverso una lente costruttiva originale. È un omaggio al passato che parla una lingua attuale.
Questo riferimento visivo e timbrico agli strumenti carved-top classici si combina con una serie di affinamenti strutturali pensati per migliorare affidabilità e coerenza nell’utilizzo contemporaneo. Fra questi interventi rientrano le barre di rinforzo in carbonio integrate accanto al truss rod all’interno della costruzione del manico full-tenon, sviluppate per aumentare la stabilità ed eliminare alcune fragilità tipiche del vintage, come le rotture della paletta. Insieme a hardware moderno selezionato, il risultato punta a conservare “il carattere e il feeling di un classico, con la precisione e l’affidabilità che i musicisti di oggi si aspettano”.
Questo equilibrio tra riferimento storico e funzionalità moderna orienta anche l’approccio di BakeShop Guitars al lavoro di relic, un aspetto che Meid considera inseparabile dalla risposta tattile e acustica dello strumento. “Il relic non è mai puramente visivo: deve tradursi direttamente in feeling e risposta”, spiega, respingendo l’idea dell’invecchiamento come processo soltanto estetico.
Secondo Meid, il punto di partenza è sempre “una finitura impeccabile in condizioni nuove”, che consente poi allo strumento di sviluppare un carattere autenticamente vissuto. La tradizionale vernice nitrocellulosica svolge un ruolo centrale in questo processo, permettendo alla chitarra di evolvere naturalmente nel tempo, sia dal punto di vista visivo sia da quello acustico. Poiché BakeShop Guitars costruisce in piccole quantità, il grado di invecchiamento può essere regolato secondo le preferenze di ciascun musicista, da un aspetto quasi intatto fino a una finitura fortemente vissuta. Qualunque sia il livello di trattamento relic, l’obiettivo resta invariato: creare uno strumento che risulti “organicamente suonato fin dal primo momento, senza ricorrere a scorciatoie artificiali”.
Per BakeShop Guitars, gli strumenti storici restano “una base, non un punto d’arrivo”. Per questo l’azienda evita deliberatamente di produrre repliche esatte. “Ci concentriamo sull’interpretazione, non sulla replica. Per questo tutti i nostri modelli portano la parola ‘Hommage’ nel nome.” Più che riprodurre immutato ogni dettaglio storico, il progetto si concentra sull’affinamento degli aspetti che influenzano direttamente l’esperienza quotidiana del musicista. Una maggiore stabilità del manico, una lavorazione dei tasti più accurata e setup ottimizzati vengono introdotti conservando al tempo stesso l’identità timbrica e visiva familiare associata agli strumenti carved-top della fine degli anni Cinquanta.
Il risultato vuole essere uno strumento immediatamente riconoscibile, ma capace di offrire un livello più elevato di coerenza e utilizzabilità nei contesti reali. Questa tensione tra familiarità e prestazione emerge con particolare chiarezza nella Hommage ’59 Gold Top selezionata per la copertina del catalogo Guitar Show Bologna 2026.
Meid descrive lo strumento come “l’epitome della carved-top di ispirazione vintage definitiva”, capace di combinare legni selezionati con cura e hardware premium a un trattamento relic misurato e controllato. La chitarra presenta un corpo in white limba, un manico in cedro rosso, un top in acero fiammato sotto la finitura gold e una tastiera in palissandro indiano. L’invecchiamento rimane volutamente sottile, evitando effetti visivi esasperati a favore di un aspetto e di una sensazione più naturali.
Dal punto di vista timbrico, lo strumento è stato progettato per essere estremamente reattivo, capace di rispondere immediatamente al tocco del musicista mantenendo un’ampia gamma dinamica. Gli humbucker boutique Amber Pickups e l’hardware Schwarz Custom St. Helens rafforzano ulteriormente questa direzione, contribuendo a quello che Meid descrive come “uno strumento altamente risonante, stabile ed espressivo”.
Uno strumento di questo tipo trova la propria dimensione naturale quando viene suonato. In un contesto come Guitar Show, dove i visitatori possono confrontare direttamente strumenti, approcci e sonorità, risposta al tocco, dinamica e coerenza timbrica emergono attraverso l’interazione diretta, ben oltre la sola osservazione estetica.
Al centro del lavoro di BakeShop Guitars resta il rapporto con i musicisti. Ogni progetto nasce da uno scambio dettagliato sulle preferenze, le aspettative e lo stile esecutivo del chitarrista. Pur mantenendo un’identità visiva riconoscibile, le specifiche degli strumenti restano estremamente flessibili. “Quasi tutto è possibile”, afferma Meid, che si tratti di diversi raggi della tastiera, configurazioni pickup, finiture o profili del manico.
Questo dialogo continuo alimenta costantemente il processo progettuale dell’azienda. “Ogni progetto porta nuove intuizioni, permettendoci di affinare i nostri design mantenendo un’identità chiara e riconoscibile.” Anche l’intero processo costruttivo viene documentato attraverso foto e video, consentendo ai musicisti di seguire passo dopo passo lo sviluppo del proprio strumento.
Alla fine, il risultato rimane lo stesso: “uno strumento altamente personale per il musicista, e uno sviluppo continuo del nostro mestiere.”
